Vanga a fulcro o vanga normale: differenze

 
La semplice vanga normale possiede in tutto circa 6 componenti per essere costruita: la lama(1) con una vite(2) per bloccarla sul manico, il manico(3) con un pomello(4) fissato da una grappetta(5) sparataci dentro, una staffa(6) per pigiare, quanti pezzi fanno in tutto? Totale = 6 pezzi!
Una vanga con fulcro va ben oltre questi 6 componenti che rappresentano soltanto la base di partenza! Soltanto il fulcro ne possiede circa una trentina! Il pomello non c'è, ma c'è il manubrio che consiste in un altra diecina di componenti! Questi si aggiungono ai componenti base per un totale di 30 + 10 + 6 = 46 pezzi!
È tutt'altra cosa anche riguardo poi al lavoro di costruzione e di assemblaggio conseguenti.
 
 
SE CERCAVATE UN ATTREZZO DA GIARDINO
COMODO, DIVERTENTE E VELOCE,
PROBABILMENTE QUESTA VANGA A FULCRO
FA AL CASO VOSTRO
 
 
 
La vanga con fulcro flessibile è un attrezzo da giardinaggio
da me inventato recentemente
 (la domanda di brevetto è stata depositata nel marzo 2011)
e non è la mia prima invenzione.
  Però quando si inventa bisogna sempre considerare la possibilità
che la cosa sia già stata inventata
da qualche altra parte per cui diciamo che
"fino a prova del contrario" è una mia invenzione.
   In Italia va sotto il nome di vanga a pedale,
il pedale è un fulcro, ma nel caso specifico è flessibile, questa è la novità.
 
La vanga a fulcro flessibile in pratica è una variante della
vanga a fulcro già inventata 
  più di sessant'anni fà, cioè nel dopoguerra, nel 1950.
  Quella vanga è tuttora in commercio.
È una specie di vangatrice manuale,
cioè, si usa manualmente, senza la trattrice.
E si distingue dalla vangatrice,
perché usa un fulcro flessibile.
In Inghilterra, ha cambiato colore, è diventata rossastra,
  (l'originale era verde) ma è sempre
esattamente la stessa dopo sessant'anni.
  Gli Inglesi la chiamano Autospade (spade=vanga). Ma non ha niente di automatico è semplicemente una vanga a fulcro.
  Io stesso ne avevo acquistata una in Belgio
e me l'ero portata in Italia e tuttora funziona benissimo.
Il motivo per cui ne ho inventata una diversa è che tutto sommato
  quella vanga originaria immutata da anni,
almeno un difetto abbastanza evidente ce l'aveva:
  è troppo pesante! Pesa circa 4,550 kg.
(contro 1.5/1,7 kg della vanga semplice)!
 
in questa foto si vede la bilancia con sopra la vecchia vanga
a fulcro, mai modificata da più di sessant'anni (1950)
di colore verdino. 4,550 kg, il fulcro di questa vanga è molto diverso
dal fulcro della mia invenzione.
 
(Ne ho scoperto un'altra ancora più pesante,
che rigira la zolla anche
di lato e pesa 5,100 kg).
A girare la zolla di lato non serve a niente,
quando l'hai girata sotto sopra non serve a niente girarla un'altra volta
anche di lato! 
 
Mentre stavo costruendo una nuova vanga a fulcro,
cercando in ogni caso di farla
molto più leggera dell'originale, ho scoperto un fulcro diverso:
 il fulcro flessibile.
Questo mi ha convinto a depositare una domanda di brevetto.
La mia vanga con il fulcro flessibile pesa circa 3,100 kg.
  Questo significa che pesa già 1,300 kg meno
della vecchia vanga a fulcro
e 2 kg meno dell'altro ritrovato più recente.
  
 
Un fulcro semplice come accessorio era già conosciuto
anche in America, per cui una vanga
  a fulcro diciamo "leggera" era già possibile ottenerla fissando un fulcro all'attrezzo tradizionale
  a circa trenta centimetri sopra la lama.
 
  In ogni caso la vanga a fulcro è molto più comoda
di quella tradizionale e questo
   non lo dico soltanto io che la conosco da cinquant'anni, ma veramente lo dicono tutti coloro
  che hanno potuto usarla.
   
 
Perché la vanga a fulcro è più comoda.
 
Per scoprirlo bisogna vedere da vicino la differenza
nel modo di usare le due vanghe.
   La vanga tradizionale è composta di una lama e del manico
e talvolta di una staffa per spingere con il piede,
  innestata nel manico poco al disopra della lama.
La vanga normale è una leva che dà sempre
  un vantaggio certo perché il braccio della potenza è sempre più lungo di quello della resistenza.
  Infatti, il braccio della resistenza va dalla lama
al punto di appoggio del fulcro,
mentre il braccio della potenza è sempre più lungo
e va dal punto di appoggio del fulcro
all'estremità del manico.
 
Ma in realtà il fulcro nella vanga tradizionale non c'è:
è rappresentato dalle ginocchie e le mani del giardiniere
che lavora: una mano fa da fulcro e un'altra spinge
l'estremità del manico.
 
L'operatore sposta Il punto di appoggio della mano che fa da fulcro,
verso il basso quando la zolla è più pesante,
o sposta la mano verso l'alto quando la zolla è più leggera.
 
Il corpo dell'operatore rispetto all'attrezzo è sempre di lato.
E per poter infilare un ginocchio sotto il manico
bisogna ogni volta inevitabilmente torcere un poco la schiena.
Quindi con la vanga tradizionale si solleva la zolla
e si rigira più avanti
capovolgendo l'attrezzo di lato.
 
 
Come si usa la vanga a fulcro.
 
Con la vanga a fulcro il corpo è posizionato dritto dietro la vanga,
e le due mani impugnano il manubrio
in modo perfettamente simmetrico.
Le ginocchia non devono più fare da fulcro
perché il fulcro c'è inserito
in un punto preciso il più favorevole per sollevare la zolla.
E questa non viene rovesciata girandola di lato e sotto sopra, ma
essa viene rovesciata girandola solamente sotto sopra:
non serve girare la zolla anche di lato,
cosa mi cambia girare la zolla anche di lato?!
 
Si è già calcolato che questo insieme di movimenti
rappresenta l' 80% di fatica in meno.
 
 naturalmente questo modo di lavorare non provoca più problemi o
dolori alla schiena che rimane sempre diritta.
 
E nemmeno le ginocchia fanno più male,
perché il peso non va ad appoggiarsi su di loro, ma sul fulcro.
 
L'esercitazione fisica diventa del tutto sopportabile
e anche benefica per la salute:
rappresenta un pò di sano esercizio all'aria aperta!
VITA IN CAMPAGNA: "se vuoi goder la vita,
vieni quaggiù in campagna, e usa la vanga a fulcro!"
 
 
Il grosso inconveniente della vecchia vanga a fulcro era il peso dell'attrezzo. Infatti, quando si tira verso di sé il manubrio,
 facendo forza sul fulcro, per sollevare la zolla e lanciarla in avanti,
non c'è nessun problema.
Ma è quando si va di lato o a destra o a sinistra
per la vangata successiva, è allora che
si sente il peso dell'attrezzo sulle braccia: ecco uno dei motivi
per cui ho inventato la vanga a"fulcro flessibile".
Considerando che la vecchia vanga semplice in partenza
pesa tra 1,5 e 1.7 kg,
ai quali bisogna aggiungere il peso del fulcro robusto ci troviamo
comunque con un peso totale di 3,1 kg circa, che è inferiore di 1,3 o 2 kg rispetto agli altri modelli.
 
Altri vantaggi della vanga a "fulcro flessibile".
 
 
Il secondo vantaggio notevole è l'elasticità di quest' attrezzo dovuta alla presenza nel fulcro flessibile di diverse molle.
Il lavoro è più dolce, senza strattoni.
E' una caratteristica del tutto funzionale.
 
L'elasticità del fulcro serve per non sottoporre il manico di legno leggero,
a sollecitazioni brutali
 
improvvise e pericolose per l'attrezzo.
E' proprio questa elasticità che ci consente di usare
 
un materiale di costruzione molto più leggero.
 
Questa elasticità del fulcro è necessaria proprio
perché la vanga a fulcro
è più potente della vanga tradizionale per diversi motivi:
perché il punto di applicazione della forza
è sempre l'estremità del manico,
(il manubrio è all'estremità del manico).
E su questo si appoggiano tutte e due le mani, (non una sola) e talvolta anche il peso del corpo.
 
Altro vantaggio  è la possibilità di costruire l'attrezzo usando la vanga normale, alla quale si vanno
 
ad aggiungere i vari componenti, tutti reperibili nelle ferramenta, o nei vari supermercati del "fai da te".
Questa caratteristica è importante anche in seguito,
per la normale manutenzione:
si può facilmente sostituire qualche componente con altro nuovo.
Non meno importante è la possibilità di sostituire la
lama con una forca e si ottiene in talmodo la vanga/forca con fulcro.
Per questo è sufficiente sfilare la lama e
inserire una forca con lo stesso diametro.
(Questo in teoria è facile, ma in pratica trovare
una forca con lo stesso diametro non è tanto facile.)
 
Vantaggi commerciali
 Già conoscevo molto bene questo tipo di attrezzo
avendolo usato per più di cinquant'anni,
e soltanto dopo averlo perfezionato lo propongo
a tutti coloro che possiedono un giardino od un orto.
Nella mia organizzazione ho bisogno di una prenotazione
e di una vostra comunicazione nel caso di urgenza.
Può capitare che ci sia già una vanga pronta consegna.
Soltanto se  mi viene a mancare qualche componente
l'attesa può protrarsi, di pochi giorni,
comunque è meglio prenotatela subito.
Il mio lavoro consiste nel modificare una vanga od una forca
costruendoci il fulcro ed il manubrio adatto.
Il prezzo non viene indicato in questo blog,
perché altrimenti il blog potrebbe essere considerato
un sito commerciale, mentre per ora vuole essere
solo il blog di un hobbista.
 
 
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oppure telefonate al 3317192107.
 
 
 
 Descrizione della vanga a fulcro flessibile
 

 
Nella foto si vede come la vanga a fulcro flessibile è tutta di legno,
a parte i rinforzi di acciaio.
Il rinforzo (1) a forma di manicotto,
  sono visibili i due punti possibili di applicazione del fulcro
uno più alto e uno più basso, quest'ultimo serve per i terreni più duri e compatti.
Si vede bene anche il fulcro (2) composto dal pedale
di legno (trattato per esterni) e dai due braccetti di acciaio.
Notate anche una molla (3) che luccica tra il braccetto ed il pedale.
 
 
La vanga a fulcro appoggiata sulla bilancia:
un punto di forza è proprio il peso contenuto
di questo attrezzo da giardinaggio.A parte i rinforzi di acciaio è
costruita tutta in legno.
 
 
 
Un terreno diventa veramente duro quando rimane incolto per diverso tempo.
Normalmente non è mai così duro.
Ma in questo caso si oppoggia il piede preferibilmente sulla lama
per poterlo spingere profondamente nel suolo.
Si incomincia con una prima buca e con un primo solco
e poi si prosegue normalmente.
Anzi, è ancora meglio se si inizia con una buca di doppia larghezza,
cioè della larghezza di due zolle e anche con un solco iniziale
della larghezza di due zolle.
 
 
La prima zolla specialmente è sempre la più difficile
perché essendo la prima zolla non c'è ancora nessuno spazio vuoto davanti.
E nel terreno duro la difficoltà si accentua ancora.
In questo caso si spinge con il piede direttamente sulla lama
e si delinea la zolla preferibilmente con due tagli laterali
in modo da sollevarla più facilmente come si può vedere nel video seguente.
Ma un terreno è così duro soltanto in casi eccezionali,
normalmente un terreno lavorato regolarmente
non è mai così duro...
 
 
 
 
 

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