Vanga Fulcro

Come fare l’Hobbista

Serve prima di tutto l’atto notorio, come nel mio caso, vedi l’esempio qui a fianco. Si dichiarano tre cose:
  1. di esporre e vendere oggetti di propria creazione, intesi come opere dell’ingegno creativo, senza necessità di autorizzazione amministrativa;
  2. senza obbligo di documentazione;
  3. esonero dall’obbligo di rilascio di ricevuta fiscale.
Tutto questo comporta però alcuni limiti:
  • nell’anno non si può superare i 5.000 euro di incasso lordi (cioè comprensivi di spese);
  • gli articoli venduti non possono superare il prezzo di 250 euro l’uno;
  • sulle ricevute e sulle fatture di acquisto si usa il codice fiscale, dato che la partita iva, ancora non viene richiesta;
  • nel quadro “L” della dichiarazione dei redditi, si indicano i ricavi occasionali.
Trattandosi di vendita, si usa il rigo RL14 che ti consente di dedurre dai ricavi, le spese di acquisto delle merce. (Nel caso mio, compro, modifico e poi rivendo). Per altre informazioni telefonate al numero 848800444 dell’agenzia delle entrate. Per vendere nei mercatini bisogna informarsi se è richiesta anche la tessera (alcuni comuni la richiedono, altri l’hanno abolita).

 

Almeno facendo l’hobbista, l’inventore può pubblicizzare la propria opera, e se funziona, passare più serenamente alla partita IVA che dall’inizio comporta già spese fisse trimestrali per contributi di legge. Certo, mi auguro di passare presto anch’io, alla partita IVA!
Comunque per chi parte da zero con un brevetto è bene che sappia il più chiaramente possibile da dove può incominciare.